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ARCHITETTURE INSOLITE A MILANO: OTTO EDIFICI BIZZARRI DA VEDERE

condominio monte amiata

Passeggiare per le strade di Milano offre sempre spunti interessanti e tante curiosità, non trovi? Se poi lo fai col naso all’insù, ti accorgerai dell’ampia varietà di edifici di cui è ricca la città. E, se sei un attento osservatore, ti renderai conto dell’esistenza di architetture insolite che non passano sicuramente inosservate. Case e palazzine dall’aspetto stravagante che sembrano non c’entrare nulla con il contesto ma che tuttavia hanno il loro perché. Alcune sono state realizzati da architetti all’avanguardia, altre sono sorte per motivi ben precisi. Alcune di queste ti portano a scoprire anche angoli nascosti e curiosi di Milano. Sei curiosa/o di sapere quali sono? Ecco otto architetture insolite assolutamente da vedere e fotografare.

Le Case Igloo

Lo sapevi che passeggiando per Milano è possibile imbattersi in alcuni igloo? Hai capito bene. Pur trovandoci a migliaia di chilometri dal Canada o dal Circolo Polare, anche a Milano puoi ammirare delle costruzioni a forma di cupola, con una parete sferica. Siamo nel quartiere Maggiolina, più precisamente in via Lepanto, a ridosso del cosiddetto Villaggio dei Giornalisti, zona nord di Milano. Tra palazzine liberty a due o tre piani e ampi spazi di verde, ecco alcuni igloo di cemento costruiti nel primo dopoguerra su progetto dell’ingegnere Mario Cavallè, a cui si devono anche le case a fungo (sempre nel quartiere Maggiolina) demolite negli anni Sessanta. Si tratta di vere e proprie abitazioni a pianta circolare di circa 45mq con ingresso, bagno, due camere e cucina, circondate da una piccola porzione di giardino. La particolarità di queste case è dovuta al fatto che sono ovviamente circolari, di cemento, e sono state costruite con un sistema a volta che permette di non avere muri portanti: questo permette quindi massima flessibilità per gli ambienti interni.

Case Igloo – Via Lepanto.

Casa a Tre Cilindri

Un’altra architettura stravagante è la casa a Tre Cilindri, un edificio residenziale sito nel quartiere di San Siro, alla periferia nord-occidentale della città, in via Gavirate al civico 27  (M1/5 Lotto o M5 Segesta).  L’edificio, sorto tra il 1956 ed il 1961, fu commissionato agli architetti Angelo Mangiarotti e Bruno Morassutti da una cooperativa di funzionari statali, che richiesero appartamenti ben illuminati e indipendenti. L’edificio si compone di tre strutture circolari, ognuna di tre piani, collegate da una porzione centrale che ospita scale, pianerottoli ed ascensore. Ciascuna delle nove dimore che compongono il complesso è unica al piano e presenta una pianta circolare. Chissà come saranno organizzate all’interno! Sono molto curioso tu?

Casa tre Cilindri – Via Gavirate 27.

Casa Stile Tudor

Se ti sposti in Porta Lodovica, percorrendo via Giambologna, ti sembrerà improvvisamente di trovarti nel Regno Unito. Colpa (o forse merito) delle splendide costruzioni in stile Tudor che puoi ammirare all’altezza del civico 23. Chi non desidererebbe abitare in una casetta dal tetto spiovente vicino al centro di Milano? A me non dispiacerebbe. Le case sarebbero state costruire intorno al 1925 per volontà di una dama inglese, sposata con un italiano, che aveva nostalgia di casa. Ma c’è anche un’altra versione, ovvero quella che porta a due tedeschi. Che sia l’una o l’altra versione poco importa, le case di via Giambologna meritano di essere ammirate.

Casa stile Tudor – Via Giambologna.

Il “Tappabuchi”

Devo dirti la verità, all’inizio non ci avevo neanche fatto caso. Devi proprio buttarci l’occhio per vedere quest’altra architettura davvero insolita. Si chiama “Tappabuchi” ed è quella che viene comunemente chiamata “la casa più stretta di Milano”. Ideata per riempire il vuoto tra due palazzi a seguito di demolizioni post belliche e di ricostruzioni, l’edificio mette in mostra solo il suo portone, che nasconde tutto ciò che vi è all’interno. Siamo in via Pontaccio 20, nel quartiere di Brera, a ridosso di Corso Garibaldi. L’edificio si sviluppa in altezza (si articola su 4 piani) ed è davvero strettissimo. Ti lascio immaginare come siamo le case al suo interno.

Il Tappabuchi – via Pontaccio 20.

Ca’ dell’Oreggia

Se ti trovi a passare lungo via Serbelloni non potrai non notare che, al numero 10, il Palazzo Sola Busca spicca per la presenza di un citofono in bronzo realizzato a forma di un grande orecchio. Edificio signorile dalla imponente architettura, il Palazzo fu progettato tra il 1924 e il 1927 da Aldo Andreani. Seppure presenti una interessante pianta poligonale tendente al triangolare e una copertura piena tanto a tetto quanto a terrazza, la cosa che più caratterizza l’edificio è il suo originale citofono realizzato dallo scultore Adolfo Wildt che, in pratica, fece nascere l’appellativo dato dai milanesi al Palazzo Sola Busca, ossia “Ca’ de l’Oreggia”.

Ca’ dell’Oreggia – Via Serbelloni.

La Casa delle Fate

In zona San Siro puoi imbatterti in un edificio che sembra uscito da un libro di fiabe. Siamo in via degli Odescalchi, e qui, tra molte graziose villette con giardino, ad attirare la mia attenzione, oltre a quella di molti bambini (e sono certo anche la tua) c’è la Casa delle Fate. Il perché di questo nome? Beh, guardandola non si può non pensare a loro. Eppure si dice che neanche troppi anni fa questa più che una Casa delle Fate fosse una casa degli appuntamenti. Non so se sia leggenda o verità, so per certo che è un edificio carissimo che lascia viaggiare l’immaginazione.

La Casa delle Fate – via degli Odescalchi.

La Casa 770

La casa 770 è un edificio in perfetto stile nordico. Quando l’ho visto per la prima volta su Instagram, ho pensato fosse stata scattata in Olanda. Scopro invece che si trova a Milano, in via Carlo Poerio 35 tra i palazzi liberty di Porta Venezia e che si trovano altre dodici case identiche in altre città del mondo. Le origini della casa 770 risalgono al periodo delle persecuzioni naziste quando la comunità ebraica ortodossa dei Lubavitcher decide di costruire una casa simile a Brooklyn per il rabbino Yoseph Yitzchok Schneerson in fuga dalle persecuzioni. Fu poi il prestigio del genero di Yitzchok Schneerson, apprezzato per la sua devozione, che portò alla decisione di replicarla in altri Paesi, e cioè in Israele, Australia, Canada, Cile e Brasile e in Italia. La Casa 770 in via Poerio 35 a Milano è l’unico esemplare in Europa.

Casa 770 – via Poerio 35.

Condominio Monte Amiata

Concludiamo questo tour delle architetture insolite di Milano con, probabilmente la più pazzesca architettura che abbia mai visto in città: Condominio Monte Amiata. Ne avrai sicuramente sentito parlare. È un complesso architettonico nella zona del Gallaratese, a due passi dalla metropolitana San Leonardo, apprezzatissimo da architetti e urbanisti internazionali ma poco conosciuto dai milanesi. Progettato dagli architetti Carlo Aymonino e Aldo Rossi alla fine degli anni ’60, è chiamato il “Dinosauro rosso” perché la facciata del complesso e di un rosso acceso e anche per la sua forma insolita. I due architetti avevano delle idee davvero originali e creative per poter concepire un complesso così insolito e bizzarro. Aymonino voleva ricreare la complessità della città dove la città non c’è, senza considerare il contesto circostante. Il risultato è un complesso di edifici caratterizzati da un complesso intreccio di architetture e colori. C’è anche un teatro all’aperto, fulcro del complesso, oggi utilizzato come sfondo per shooting fotografici e fotografi amatoriali. per la sua carattere insolito oggi è utilizzato anche per set cinematografici e musicali. L’intero complesso è privato. Per entrare bisogna chiedere l’autorizzazione ai condomini.

Condominio Monte Amiata – Via Francesco Cilea / Via Enrico Falck  – MM1 – San Leonardo.

E tu quali altri edifici dalle architetture insolite hai visto? Raccontacelo nei commenti.

 

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