ZUARTDAY Green Edition 2026: il 7 giugno arte urbana e verde trasformano il Vicolo del Fontanile
Domenica 7 giugno 2026 va in scena ZUARTDAY Green Edition, il progetto di rigenerazione urbana attraverso l’arte che torna nel Vicolo del Fontanile e in via Zuretti con una nuova visione: questa volta non solo arte, ma anche rigenerazione ambientale e cura del verde.
Un’iniziativa che merita attenzione perché racconta una Milano spesso fuori dai riflettori, quella delle persone che si prendono cura del proprio quartiere e scelgono di trasformare luoghi dimenticati in spazi di bellezza e partecipazione.
Indice
Cos’è ZUARTDAY: un po’ du storia
Chi segue Milanosguardinediti probabilmente conosce già ZUARTDAY. Nato nel 2016 come progetto per portare bellezza con l’arte urbana, ha contribuito negli anni a trasformare il Vicolo del Fontanile: da luogo anonimo segnato dal degrado a spazio di espressione artistica e presidio civico.
Prima del 2016 era un’area per decenni abbandonata, usata come discarica a cielo aperto. I problemi classici dei luoghi abbandonati si sono accumulati nel tempo: rifiuti, degrado, parcheggio selvaggio, senso di insicurezza. Un angolo che i residenti vivevano come una ferita aperta nel tessuto del quartiere.
La svolta arriva nel 2016 quando Petra Loreggian, nota speaker di RDS e abitante della zona e Giuseppe Ronzano dell’Associazione La Ginnastica decidono di coinvolgere i loro amici street artist e organizzano la prima edizione di ZUARTDAY: un weekend dedicato all’arte urbana che porta tanti artisti nel vicolo, trasformandone le pareti in tele a cielo aperto.

L’intuizione è semplice e potente: un luogo “bello” smette di essere invisibile. Diventa un posto dove ci si ferma, si guarda, ci si incontra. Un posto curato è un posto vissuto. E un posto vissuto è molto più difficile da abbandonare diventa vivo.

Nel corso delle edizioni successive, artisti di rilievo nazionale e internazionale si avvicendano sulle pareti del vicolo, costruendo una collezione di murales sempre più ricca. Ricordo benissimo l’edizione del 2018 che è stata davvero pazzesca anche perché con MIlanoarte abbiamo organizzato un tour guidato dalla stessa Petra Loreggian (leggi l’articolo dedicato) chde ci ha raccontato il progetto e anche quella del 2019 è stata memorabile. E’ stato bellissimo vedere tanti artisti all’opera che trasformavano questo vicoletto in una splendida galleria a cielo aperto.

Il riconoscimento ufficiale del vicolo: finalmente una targa
Nel giugno 2019, qualcosa di inaspettato accade: il Comune di Milano inaugura ufficialmente il vicolo, apponendo la targa con il nome “Vicolo del Fontanile”. Un atto simbolico, ma tutt’altro che banale.
Dare un nome a un luogo significa riconoscerne l’esistenza. Significa dire alla città che quello spazio esiste, che ha una storia, che appartiene a qualcuno. La cerimonia vede la presenza degli assessori alla Cultura e alla Partecipazione del Comune e del presidente del Municipio 2: un segnale che il lavoro fatto dalla comunità era stato visto, e riconosciuto.
Dal 2016 ad oggi, il Vicolo del Fontanile ha subito diverse trasformazioni. Nel 2020, cittadini, volontari, Legambiente e il Politecnico di Milano (progetto Arnold) intervengono per ripulire e riqualificare il fondo del vicolo, aggiungendo nuove installazioni artistiche e ridando respiro allo spazio.
Il percorso non è stato lineare. Come spesso accade con gli spazi pubblici, i periodi di cura si alternano a ricadute nel degrado. Ed è proprio per questo che iniziative come ZuArt Day continuano ad avere senso: non bastano gli interventi una tantum, serve una comunità che si prenda cura dello spazio nel tempo.
Giugno 2026: la prima Green Edition
Finalmente torna quest’anno ZuArt Day ma con un’edizione speciale: in occasione della Green Week di Milano, alla tradizionale componente artistica si affianca un importante intervento di riqualificazione ambientale.
“Rispetto al passato ci siamo concentrati sul fondo del vicolo, unendo le forze: qualcuno per il verde (la cooperativa Tempo per l’Infanzia), qualcuno per l’arte (Boris Veliz e le Fenici mangia smog di Airlite), qualcuno per il mantenimento della pulizia nel tempo (Gli Angeli del Bello Milano). Solo così sarà possibile non lasciare che il lavoro fatto svanisca, ma rimanga un dono per il quartiere” dichiara Petra Loreggian, ideatrice e organizzatrice del progetto.
Elemento centrale è il murale di circa 18 × 3 metri firmato dall’artista Boris Veliz, realizzato con pitture eco-attive Airlite capaci di ridurre gli agenti inquinanti nell’aria.

“Boris è un grandissimo artista”, precisa Petra, “oltre che amico personale e di ZuArt dagli esordi. Volevamo qualcuno attivo in zona, che da sempre sposa i nostri valori di inclusione, fratellanza e impegno sociale. Era la persona giusta”
Accanto al murale, prende avvio un progetto di valorizzazione dell’area verde: una nuova aiuola strutturata, la messa a dimora di prunus, glicine e ortensie, la costruzione di un muretto contenitivo e il miglioramento complessivo della fruibilità dello spazio. L’obiettivo è restituire qualità urbana al vicolo, contrastando il parcheggio improprio e favorendo una migliore convivenza tra residenti e spazio pubblico.
Un progetto per la comunità
Uno degli aspetti più interessanti di ZUARTDAY è il coinvolgimento diretto di chi il quartiere lo vive ogni giorno. Bambini e ragazzi parteciperanno ad attività di semina e cura del verde, sviluppando senso di responsabilità e appartenenza. Nasce anche un gruppo locale degli Angeli del Bello Milano, volontari e persone in percorsi di messa alla prova che garantirà la manutenzione costante dell’area nel tempo.

“Credo fortemente nel senso civico delle persone” ci spiega Petra e aggiunge: “Mi sporco le mani per prima, non mi tiro indietro, e spero di essere un esempio. Per la comunità è importante smettere di lamentarsi guardando una via sporca e cominciare a prendere la scopa in mano: sono spazi che ci appartengono e vanno curati con amore, anche quando gli altri non li rispettano”

E per il futuro? Ho chiesto a Petra se il modello potrebbe diffondersi ad altri quartieri di Milano. La sua risposta è stata chiara:
“ZuArtDay è già stato preso come esempio molte volte. L’incontro di domenica 7 giugno alle 17.00 al Tranvai ha proprio questo scopo: raccontare il progetto per far capire che è fattibile e come ci siamo mossi, così da poterlo replicare altrove.”
Il programma del 7 giugno 2026
L’appuntamento è al Tranvai, all’ingresso del Parco Cassina de’ Pomm.
- Mattina — Colazione di quartiere a cura di Nolo Social District.
- Ore 15.00 — Seminiamo i fiori del vicolo. Laboratorio partecipato di semina aperto a tutta la cittadinanza, a cura dell’Associazione Tempo per l’Infanzia, con la partecipazione dell’Istituto Bahà’í e dei bambini del quartiere.
- Ore 17.00 — Aperitivo e conferenza stampa
- Presentazione pubblica del progetto e incontro con tutte le realtà coinvolte.

Perché iniziative come questa contano per Milano
Spesso pensiamo che per cambiare una città servano grandi opere e investimenti milionari. In realtà, a volte, basta molto meno: basta un gruppo di persone che decide di prendersi cura di un luogo.
Un luogo curato viene vissuto. Un luogo vissuto diventa più sicuro. Un luogo sicuro genera relazioni. E le relazioni costruiscono comunità. È un processo virtuoso e potentissimo.
Inoltre ZUARTDAY dimostra ogni anno come l’arte urbana non è semplice decorazione ma è uno strumento di trasformazione sociale, un modo per creare senso di appartenenza e per guardare con occhi diversi i luoghi che troppo spesso consideriamo marginali.
Segna la data in agenda e porta qualcuno con te
Che tu sia di zona o dall’altra parte di Milano, ZUARTDAY è esattamente il tipo di progetto per cui vale la pena spostarsi. Vieni a vedere il murale, partecipa al laboratorio, incontra chi questa città la trasforma ogni giorno con le proprie mani.
E se conosci un vicolo, una piazza, un angolo dimenticato che merita la stessa attenzione raccontamelo nei commenti. Milano è grande, e i suoi sguardi inediti non finiscono mai.
Ringrazio di cuore Petra Loreggian per tutto quello che fa per il quartiere e per l’interessante intervista che ha rilasicato.
