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#Vitadacoworker seconda puntata: TALENT GARDEN

Eccoci di nuovo con la rubrica #vitadacoworker. Oggi inizio a parlare dei coworking e per ciascuno racconterò le testimonianze (due o tre) di alcuni coworker che ho intervistato. Partiamo con Talent Garden.

Talent Garden, via Merano e via Calabiana. Quando si parla di coworking non si può non pensare al Talent Garden, uno dei primissimi coworking in Italia nati nel 2011 divenuto oggi  il più grande network di coworking in Europa con 13 campus tra l’Italia e il resto del continente. A Milano abbiamo due sedi, una in via Merano di 1700 mq capace di ospitare oltre 150 professionisti, e un’altra  più recente in via Calabiana che conta 8500 mq, capace di ospitare 400 professionisti. Se lavorate nel mondo digital questo è il posto che fa per voi: TAG è una vera e propria community di innovatori del digitale che, grazie alle opportunità di continuo confronto create dal coworking, hanno la possibilità di trasformare, migliorare e far crescere il proprio business.

TAG è diviso in tre attività principali: il coworking, caratterizzato da spazi con desk in condivisione e open space, gli eventi, organizzati direttamente da TAG o dai suoi partner e la formazione, che permette agli studenti e ai manager di formarsi sui lavori del futuro grazie alla TAG Innovation School. Un ambiente dunque dove si è circondati da continui stimoli e si respira aria di innovazione.

Non è un caso se in TAG sono nate startup importanti come Cibando app che permette di prenotare ristoranti acquisita da Zoomato, oppure Restopolis altra app di prenotazione di ristoranti divenuta TheFork. Qui oggi troviamo le startup innovative di Digital Magics incubatore quotato in borsa, e altre note startup come La Comanda, che consente di ordinare la pizza da un semplice bottone, e DaWanda, il noto shop onine dedicato ad artigiani e hobbisti.

Un ambiente confortevole e piacevole, dal design unico (ci sono tavoli e sedute realizzati con il cartone riciclato) che rende questo spazio ancora più speciale. Vi è anche  uno spazio comune dove si può pranzare insieme o chiacchierare  davanti ad un caffè.

Tariffe. I costi della membership vanno dai €250/mese per 1 desk e 5 ore  di sale riunioni, ai €135/mese con 1 desk ad uso part time e 2 ore di sale riunioni, alla tariffa giornaliera di €25, alla tariffa notturna che va dalle 17 alle 9 che ha un costo di  €150/mese per 1 desk. La membership include una serie di servizi interessanti: oltre al wi fi e all’utilizzo di aree comuni (break, terrazza, area gioco) anche la partecipazione a lezioni di inglese e difesa personale, workshop, community lab e accesso al Device Lab per testare app e siti web. I costi si intendono esclusi di iva. Tariffe non proprio economiche, ma giustificate dalla qualità dell’ambiente che lo caratterizza che consente al coworker di creare ottime occasioni di confronto e nuove opportunità di business.

E, dopo questa breve descrizione, vorreste sicuramente conoscere il punto di vista di chi il coworking lo vive direttamente tutti i giorni. Ho dunque raccolto le testimonianze di due tipologie di coworker una startup, Vivocha, piattaforma multicanale di online customer interactions, e una freelance mamma Lorella Primavera, architetto, art director e consulente di marketing strategico per le aziende, entrambi coworker della sede in via Merano.

Ad entrambi ho posto le seguenti domande:

  • Cosa significa essere coworker oggi?
  • Da quanto tempo siete/sei in TAG?
  • Perché avete scelto un coworking come spazio di lavoro e non un ufficio normale?
  • Siete riusciti a creare sinergie con startup, professionisti, aziende che si muovono in questi spazi? Sono nati dei progetti?
  • Cosa c’è da migliorare in questo coworking e nei coworking milanesi in generale?

Sia  Luca Cermelli, project manager di  Vivocha sia  Lorella Primavera, hanno messo in evidenzia i concetti di condivisione, collaborazione e sinergia come elementi chiave  dell’essere coworker oggi. Con tutte le difficoltà che purtroppo persistono ancora in Italia. Lorella ci ricorda infatti come al crescere del fenomeno dei coworking, non sia corrisposto un altrettanto adeguamento dello Stato a questo nuovo trend. E così niente agevolazioni, né sostegni a chi decide di intraprendere l’esperienza del coworker.

Luca Cermelli è in TAG da un anno mentre Lorella Primavera dal novembre 2015, entrambi riconoscono in TAG un ambiente stimolante per il loro lavoro perché focalizzato sul digitale e per le opportunità che esso fornisce in termini di networking e interazione con altri professionisti.  Offre inoltre tantissime agevolazioni anche a chi lavora all’estero grazie ad una rete di coworking presente in alcune città europee.

Anche la presenza di un ambiente piacevole, ben arredato e organizzato come è TAG, ha giocato un ruolo importante nella scelta di questo coworking come luogo di lavoro, soprattutto per Lorella.

Una delle principali caratteristiche di TAG è sicuramente quella di favorire interazioni e sinergie tra coworker. Proprio come è successo a Vivocha  che è riuscita a chiudere un accordo interessante con Wanderio, altra startup presente in TAG, che prevede l’inserimento di codici sconto per chi utilizza i servizi di questo portale.

Seppur  l’attività di networking rappresenti uno dei punti di forza del coworking in generale e di TAG in particolare, è tuttavia un elemento migliorabile. Non è così semplice e automatico conoscersi soprattutto se si è singoli freelance.  Bisognerebbe quindi aumentare le situazioni di confronto tra i vari coworker. Altri punti su cui TAG dovrebbe lavorare sono le sale riunioni  che andrebbero aumentate (ce ne sono 5 attualmente) e rese economicamente più accessibili e la realizzazione di spazi riservati per fare telefonate e skype call.  Bè sicuramente l’aspetto della privacy è un punto interrogativo per quasi tutti i coworking. Sono davvero pochi quelli organizzati per favorire questo aspetto.

Il coworking diventa dunque una scelta utile e vantaggiosa soprattutto per chi sta iniziando una nuova attività e non vuole affrontare subito dei costi di struttura elevati, ma anche a chi non piace stare a casa da solo e preferisce la continua interazione con gli altri.

Ringrazio vivamente Talent Garden e in particolare Luca Cermelli di Vivocha e la freelance Lorella Primavera per la loro disponibilità nell’aver rilasciato questa intervista.

E voi cosa ne pensate?

 

 

 

 

 

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