Consonno, città fantasma della Brianza
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Consonno, città fantasma della Brianza

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Consonno è un borgo abbandonato del comune di Olginate a due passi da Lecco, una città fantasma della Brianza che custodisce una storia curiosa e bizzarra
Un tempo era abitato da appena 300 abitanti che vivevano di agricoltura. Erano gli anni Sessanta, quando un eccentrico imprenditore, il Conte Bagno, decide di acquistare il borgo in un colpo solo per farne la “Las Vegas della Brianza“. L’idea era di realizzare una vera e propria città dei divertimenti. E il conte Bagno in parte ci riuscì, ma senza un progetto ben studiato che gli costò molto qualche anno più tardi. Vennero costruiti condomini, un minareto, una galleria di negozi in stile arabeggiante, sale da gioco e da ballo, il grande Hotel Plaza, e furono collocati oggetti richiamanti epoche e popoli passati come le sfingi egiziane e i cannoni medievali. Insomma la nuova Consonno si presentava come una cozzaglia di case ed elementi messi insieme, senza un’identità definita.
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La città balocchi, così la chiamò il Conte Bagno, diventò presto meta ambita per matrimoni, per serate danzanti con grandi ospiti. Tutto insomma inneggiava e invitata al divertimento. Il suo piano diabolico prevedeva addirittura la costruzione di un luna park, di campi di calcio, minigolf e anche di uno zoo. Per fortuna questi ultimi piani bizzarri non riuscì a realizzarli. Un progetto sicuramente molto ambizioso e forse anche interessante perché avrebbe potuto risollevare il piccolo borgo economicamente se l’improbabile Conte avesse seguito un progetto strutturato che rispettasse la morfologia del posto e fosse stato più clemente nei confronti degli originari abitanti del posto. E sì perché questi ultimi furono costretti ad andar via. Incredibile vero?
Il Conte fu un visionario per quei tempi e potrebbe definirsi un precursore dei parchi divertimento. Tanto di cappello per la sua idea. Ma è stata la sua realizzazione senza scrupoli e senza regole che lascia tutti perplessi.

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Trovo assurdo che nessuno si sia reso conto di questo piano insensato e non abbia denunciato il Conte. Erano tuttavia gli anni ’60, gli anni del boom economico, dove non c’era ancora l’attenzione ai valori ambientali e dove chi aveva il potere poteva veramente realizzare ogni suo desiderio, avveniristico e realistico che fosse.
Ma, presto iniziò il declino di questa assurda città dei balocchi. Dopo alcuni anni, la Las Vegas della Brianza, non attirò più gente, piogge intense e frane iniziarono a provocare danni ingenti alla cittadina che portò ad un rapido spopolamento. Da allora Consonno è una città fantasma, completamente abbandonata. Oggi quel che rimane della “città dei balocchi” sono pochi edifici distrutti internamente, con rottami, muri decadenti con tag, scritte, murales.

In un silenzio tombale che ha il sapore di morte si sente solamente il rumore della plastica accartocciata lungo i pali arrugginiti, e il rumore dei rottami sotto ai piedi che invadono gli edifici fatiscenti. Qui il tempo sembra essersi fermato e il senso di angoscia è assicurato. Unico elemento vitale è la chiesa che è rimasta lì com’era un tempo e che è possibile visitare. Sarà per la storia così triste e dolorosa di questo posto, sarà anche per come si presenta oggi, così cadente e distrutta, Consonno rimane un posto di gran fascino assolutamente da visitare. 
Potrebbe essere la location perfetta per realizzare shooting fotografici di brand di moda alternativi, contemporanei, o per girare video musicali o addirittura scene di film horror. Insomma consiglio vivamente una visita alla città fantasma.
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In onore di questa posto spettrale, è stato creato un sito (www.consonno.it) da un appassionato di cultura locale che ne ha raccolto memorie e storia. Interessante è la sezione dedicata alle emozioni di Consonno che raccoglie testimonianze di chi l’ha vissuta ai tempi d’oro, e anche l’angolo dei ricordi con le le fiabe scritte in dialetto che raccontano storie curiose sugli abitanti del borgo.

Non mi resta che augurarti una buona visita e una piacevole gita fuori porta!

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