Consonno, città fantasma della Brianza

Consonno, città fantasma della Brianza
Avete mai sentito parlare di Consonno? Incuriosita dagli aneddoti che alcuni amici mi hanno raccontato su questa frazione del comune di Olginate (Lecco) ormai completamente abbandonata, domenica 23 Febbraio, in una splendida giornata di sole, ci avviamo verso la Brianza alla scoperta della “città fantasma”.
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Foto by Vincenzo Baggio
Consonno era un antico borgo sulla Brianza, circondato da colline e distese di terre. Un gioiellino di 300 abitanti appena, che vivevano di agricoltura. Erano gli anni Sessanta, quando un improbabile megalomane Conte Bagno, imprenditore edile ricchissimo e senza scrupoli, decide di acquistare il borgo in un colpo solo per farne la “Las Vegas” della Brianza. Fu così l’inizio della fine di Consonno. Il piccolo borgo fu demolito, gli abitanti (nessuno proprietario di case e terreni) furono costretti a fuggire altrove, distese di alberi furono distrutte per lasciare spazio al cemento. Il conte si degnò di risparmiare solamente l’antica chiesa e il cimitero. Fu creata così una vera e propria città dei divertimenti. Al posto delle campagne vennero costruiti condomini, un minareto, una galleria di negozi in stile arabeggiante, sale da gioco e da ballo, il grande Hotel Plaza, e furono collocati oggetti richiamanti epoche e popoli passati  come le sfingi egiziane e i cannoni medievali. Insomma la nuova Consonno si presentava come una cozzaglia di case ed elementi messi insieme, senza un progetto vero e proprio.

 
Foto by Vincenzo Di Baggio
Il Conte Bagno ci riuscì alla grande nel suo intento e la così chiamata città balocchi, diventò presto meta ambita per matrimoni, per serate danzanti con grandi ospiti. Tutto insomma inneggiava e invitata al divertimento. Il suo piano diabolico prevedeva addirittura la costruzione di un luna park, di campi di calcio, minigolf e anche di uno zoo. Per fortuna questi ultimi piani bizzarri non riuscì a realizzarli. Un progetto sicuramente molto ambizioso e forse anche interessante perché avrebbe potuto risollevare il piccolo borgo economicamente se l’improbabile Conte avesse seguito un progetto strutturato che rispettasse la morfologia del posto e fosse stato più clemente nei confronti degli originari abitanti del posto. Il Conte fu infatti un visionario per quei tempi e potrebbe definirsi un precursore dei parchi divertimento. Tanto di capello per la sua idea. E’ la sua realizzazione senza scrupoli senza regole che ha dell’incredibile e lascia tutti perplessi.
 
Foto by Vincenzo Di Baggio
Trovo davvero assurdo distruggere un intero paesino e costringere 300 anime a trovare altrove un’altra vita. E trovo assordissimo che nessuno abbia denunciato il Conte e il suo improbabile progetto. Erano tuttavia gli anni ’60, gli anni del boom economico, dove non c’era ancora l’attenzione ai valori ambientali e dove chi aveva il potere poteva veramente realizzare ogni suo desiderio, avveniristico e realistico che fosse.  
Ma iniziò presto il declino di questa assurda città dei balocchi. Come tutte le novità la Las Vegas della Brianza, non attirò più gente, piogge intense e frane iniziarono a provocare danni ingenti alla cittadina che fu pian piano abbandonata. Da allora Consonno è una città fantasma, completamente abbandonata. Oggi quel rimane della Las Vegas della Brianza, sono pochi edifici distrutti internamente, con rottami e murales dappertutto, retaggio di svariati rave party che hanno finito di distruggere la piccola cittadina.
 
Foto by Vincenzo Di Baggio
E’ davvero suggestivo visitare questa città dove il tempo sembra essersi fermato.
Tutto ha del tetro e dell’angosciante. In un silenzio tombale che ha il sapore di morte si sente solamente il rumore della plastica accartocciata lungo pali arrugginiti, e il rumore dei rottami sotto ai piedi che invadono gli edifici fatiscenti. Il senso di angoscia è assicurato. Sarà per la storia così triste e dolorosa di questo posto, sarà anche per come si presenta oggi, così cadente e distrutta, Consonno rimane un posto che ha un non so che di affascinante e spettacolare.

 
Foto by Vincenzo Di Baggio

Potrebbe essere a mio parere una location perfetta per realizzare shooting fotografici di brand di moda alternativi, contemporanei, o per girare video musicali o addirittura scene di film di orrore o che hanno l’obiettivo di incutere terrore, paura, angoscia. Insomma consiglio vivamente una visita alla città fantasma dove tuttavia è possibile visitare la chiesa, unica eredità del piccolo borgo.

In onore di questa posto spettrale, è stato creato un sito (www.consonno.it) da un appassionato di cultura locale che ne ha raccolto memorie e storia. Interessante è la sezione dedicata alle emozioni di Consonno che raccoglie testimonianze di chi l’ha vissuta ai tempi d’oro, durante la sua apoteosi.

Buona visita!

scritto da ELENA
Elena
Meet the author / Elena

Inguaribile curiosa ed entusiasta della vita, mi piace andare in giro a scovare chicche e curiosità negli angoli nascosti della città. Adoro le storie, i viaggi, sia mentali che reali, amo le lunghe camminate e lo sport all’aria aperta e mi stupisco davanti alle piccole cose della vita.

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