HUB DOT, QUANDO LE DONNE FANNO RETE

HUB DOT, QUANDO LE DONNE FANNO RETE

Condivisione, sharing, contaminazione, rete, non sono solo concetti ma è uno stile di vita, un approccio alla realtà che può portare cambiamento. A tal riguardo, oggi voglio parlarvi di The Hub Dot, la rivoluzione del networking al femminile, che ha cambiato la vita di molte donne e che chissà, potrebbe cambiare anche la vostra.

Tutto ha inizio a giugno del 2012, da un’idea della napoletana Simona Barbieri che trapiantata a Londra decide organizzare un incontro tra donne in cui scambiarsi idee, opinioni, progetti e raccontarsi. E sì perché il raccontarsi, secondo Siimona, potrebbe rappresentare una grande opportunità, si potrebbe per esempio incontrare l’anello mancante del proprio sogno o progetto, quel quid che può rivoluzionare la propria vita. Al primo incontro parteciparono 98 donne, già un gran successo! E Simona ha avuto proprio ragione! Oggi l’evento  è diffuso in tante città italiane tra cui Napoli, Milano, ed europee come Lussemburgo, Barcellona, Houston, Portland, New York, Berlino e conta oltre 10.000 proseliti. Un numero importante che mostra la portata di questo evento.

Hub dot non è nient’altro che la dimostrazione della capacità delle donne di fare rete, di raccontarsi,  ispirarsi a vicenda per cambiare in meglio le loro vite e le vite altrui.

Milano ha ospitato il suo primo Hub Dot il 4 marzo scorso presso lo spazio Copernico, un luogo di fermento, condivisione, collaborazione, uno spazio dove nascono nuovi progetti. E oggi 24 Marzo Hub Dot sbarca a Torino dalle 19 alle 21 da Toolbox: http://www.toolboxoffice.it. Per i ritardari è possibile registrarsi al presente link: http://www.hubdot.com/sign-up/

Presto altre città si uniranno a questo grande progetto, come Atene, Riga e Washinghton.

Ma come si sviluppa l’evento?. Il format prevede l’utilizzo di i Dot colorati ciascuno corrispondente ad uno stato emotivo: rosso per “ho un’identità professionale”, verde per “sono in cerca di ispirazione”, blu per “sono qui per socializzare”, giallo per “ho un’idea, mi aiuti?”, viola per “ti racconto la mia storia”. Ognuno lancia un segnale, racconta la sua storia, scambia le proprie idee, e woilà, torna a casa con un bagaglio ricco di conoscenze ma anche di input migliorare la propria vita o realizzare un proprio sogno.

Davvero un interessante progetto, una sfida ambiziosa, un invito a mettersi in discussione, a non arrendersi mai. Spero che questo evento si diffonda presto anche nel sud Italia e in città carenti in tema di networking. Perchè la rete, e non solo quella femminile rappresenta oggi più che mai, una leva al cambiamento personale e culturale.

Elena Stafano
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