ALLA SCOPERTA DELLA CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE E DELLA CA’ GRANDA DI MILANO

ALLA SCOPERTA DELLA CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE E DELLA CA’ GRANDA DI MILANO

Milano mi piace anche perché, quando meno te lo aspetti, ti imbatti in strade, spesso secondarie, che nascondono gioielli ricchi di storia tutti da scoprire. Oggi voglio accompagnarvi nella zona tra  Missori e Duomo, alla scoperta di alcuni posti che hanno fatto la storia di Milano. Dalla Chiesa di Sant’antonio Abate andremo alla Ca’ Granda di Milano, per poi rilassarci ai Giardini della Guastalla e concederci un aperitivo ai Chiostri di San Barnaba. Luoghi della storia e posti dove concedersi attimi di relax nel cuore pulsante della città.

CHIESA DI SANT’ANTONIO ABATE

Proprio dietro zona Missori, nei pressi della Torre Velasca, si nasconde Via Sant’Antonio dove al civico 5 si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate. Fuori è un’anonimo edificio, dentro si nasconde un mondo di meraviglie.

Arte e storia all'interno della chiesa di Sant'Antonio Abate
Interno della Chiesa di Sant’Antonio Abate

Il complesso venne costruito nella prima metà del XIV secolo dai frati Antoniani che lo utilizzavano per la cura del fuoco sacro. Proprio vicino l’attuale chiesa, a quell’epoca, gironzolavano liberamente i maiali che venivano utilizzati per realizzare un unguento per curare i malati. Non è infatti un caso se Sant’Antonio Abate è raffigurato con un maiale tra le braccia! Quella che è oggi la chiesa fu costruita nel ‘600 quando ormai i malati ricorrevano alle cure del vicino Ca’ Granda, l’antico ospedale Maggiore di Milano. Il contrasto tra l’esterno, anonimo e insignificante, e l’interno, ricco di arte e storia, è abissale. Entrare in questa chiesa significa immergersi in un mondo di meravigliosi pezzi di arte e di storia! Io sono rimasta senza fiato!

La volta della chiesa di Sant'Antonio Abate
Chiesa di Sant’Antonio Abate. Particolare della volta

 

Arte e storia all'interno della Chiesa di Sant'Antonio Abate
Chiesa Sant’Antonio Abate. Particolare delle decorazioni e stucchi

 

I particolari della volta di Sant'Antonio Abate
Le decorazioni e i dipinti sono stati realizzati dai più noti artisti lombardi dell’epoca

Le decorazioni, i dipinti, la maestosità dell’edificio, rendono questa chiesa unica e di forte impatto. L’effetto wow è assicurato! Tra stucchi, decorazioni, dipinti, quì potete ammirare le opere di importanti e noti artisti lombardi della controriforma da Gian Battista Crespi detto il Cerano a Ludovico Carracci, da Giulio Cesare Procaccini a Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.

Procaccini tra gli artisti della Chiesa di Sant'Antonio Abate

    Chiesa Sant’Antonio Abate. La Madonna con il Bambino. Giulio Cesare Procaccini

Tra le chicche vi è la cappella dell’Annunciata che, commissionata dal senatore Ludovico Acerbi nel 1609 in onore del fratello Borso, custodisce bellissimi dipinti di Procaccini, e l’antico organo a canne suonato da Mozart, in uno dei suoi soggiorni a Milano.

Organo a canne suonato da Mozart
Chiesa di Sant’Antonio Abate. L’organo a canne fu suonato da Mozart

Altre due chicche da scoprire sono il bellissimo chiostro bramantesco accanto alla chiesa che apparteneva all’antico convento e il campanile che con la sua croce Tau degli Antoniani rappresenta tra i più bei gioielli dell’ arte lombarda. Oggi il chiostro è sede degli uffici universitari e dell’Azione Cattolica.

Cortile interno complesso chiesa Sant'Antonio Abate
Chiesa di Sant’Antonio Abate. Il chiostro

 

Il campanile
Chiesa Sant’Antonio Abate. Il Campanile all’interno del chiostro

 

CA’ GRANDA – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MILANO

Proprio dietro la bellissima chiesa di Sant’Antonio Abate, in via Festa del Perdono, si trova la Ca’ Granda l’edificio che un tempo ospitava l’antico ospedale di Milano, l’Ospedale Maggiore, oggi sede dell’Università Statale. L’imponente edificio fu voluto dall’allora Duca di Milano Francesco Sforza e dalla sua consorte Bianca Maria Visconti con l’intento di costruire un edificio di pubblica utilità che accogliesse i poveri malati riunendo così le piccole strutture ospedaliere esistenti in un’unica struttura.

L'Ospedale Maggiore era nell'edificio che oggi ospita l'Università Statale
La Ca’ Granda era un tempo l’ospedale della città. Oggi è sede dell’Università Statale

Per realizzarlo chiamarono dalla Toscana uno tra i più bravi architetti del tempo, Filarete, lo stesso che ha realizzato la torre del Castello Sforzesco, che tuttavia realizzò solo la parte di destra lasciando la costruzione ad altri architetti. La costruzione dell’edificio durò molto e venne completato nel 1800. Infatti, se notate bene la facciata dalla parte sinistra alla destra, vi renderete conto della differenza di stili. All’entrata vi accoglie un immenso cortile con porticato. Sulla destra potete accedere al Cortile della Farmacia dove un tempo coltivavano le erbe curative, e poi al Cortile dei Bagni. Sempre dal cortile centrale e andando più avanti sulla destra avete modo di ammirare il Cortile della Ghiacciaia e il Cortile della Legnaia. In fondo al cortile principale c’è infine la chiesa e, sotto, l’antica cripta dove qui un tempo venivano sepolti i morti. Proprio qui fino al 1895 furono sepolti i Caduti delle 5 Giornate di Milano. C’è inoltre il cortile “delle balie” dove forse c’era il reparto di pediatria, oggi purtroppo inaccessibile.

All'ìingresso domina il cortile centrale
Ca’ Granda. Il Cortile centrale

 

La Ghiacciaia
Ca’ Granda. Il cortile della Ghiacciaia

L’ospedale era per l’epoca all’avanguardia e rappresentava tra le strutture più importanti d’Europa e la più importante d’Italia. Per cinque secoli l’edificio ha ospitato l’ospedale fino a quando nel 1939 è stato trasferito nell’attuale sede a Niguarda. Con la seconda guerra mondiale, i bombardamenti lo danneggiarono molto. Ritornò poi al suo splendore dopo il restauro. Tra gli architetti che si occuparono del restauro vi fu anche Portaluppi che si occupò del restauro dei cortili.

I chiostri del Ca' Granda
Ca’ Granda. Particolare dei cortili interni

 

Angoli interni della Ca' Granda
Ca’ Granda. Bellissimi i chiostri interni

 

All’interno domina la statua di Sant’Ambrogio

Vi siete mai chiesti perché la via su cui si affaccia l’edificio si chiama “Festa del Perdono”? Nella mia visita guidata alla Ca’ Granda ho scoperto che, nel lontano 1459, Francesco Sforza per realizzare l’ingente opera, organizzò una sorta di raccolta fondi rivolta a tutti i cittadini, giocando sul proprio senso di colpa religioso. In pratica, in cambio di un’offerta o di una donazione, era possibile ricevere un’indulgenza plenaria! Da qui la “Festa del perdono” che si festeggiava il 25 marzo ogni due anni nei giorni dispari. C’era poi un’usanza secondo la quale durante questa festa, venivano esposti i quadri dei benefattori. La grandezza del quadro era direttamente proporzionale all’entità della donazione. E così si creava una sorta di gara a chi offriva di più. A proposito di donazione vale la pena svelarvi quest’altra chicca. Avete presente l’opera di Raffaello “Sposalizio della Vergine”? Apparteneva in realtà alla Ca’ Granda, che, ricevuta in eredità da un collezionista, fu costretta a rivederla allo Stato per recuperare fondi. Oggi è esposta alla Pinacoteca di Brera.
Quanta storia raccontano le mura dell’Università Statale!! Università Statale di Milano, via Festa del Perdono, 7. Ingresso libero. Per info www.unimi.it.

 

I GIARDINI DELLA GUASTALLA 

Proprio dietro l’Università Statale, nel cuore pulsante di Milano, si nasconde un’oasi di pace. Non ci crederete, ma questo è uno dei miei rifugi preferiti per godere un po’ di silenzio e relax. Si tratta dei Giardini della Guastalla, un piccolo parco, un gioiellino verde di Milano.

La vasca dei giardini della guastalla
I Giardini della Guastalla

Incredibile come, nonostante questo sia un posto centralissimo, sia poco conosciuto. Chissà quante volte vi sarà capitato di passarci, ma ahimè non ci avete fatto caso! Si tratta di un parco molto raccolto che non si lascia scoprire facilmente. Ma quando poi lo scopri, non vuoi più andare via. Il parco prende il nome dalla contessa della Guastalla che, nel 1499, rimasta vedova, si trasferì a Milano dove fondò un collegio per fanciulle nobili. Nel 1937 il comune di Milano trasferì il collegio a Monza e nel ’39 aprì i giardini al pubblico. Fu in pratica il primo parco pubblico della città. All’interno potete ammirare una bellissima vasca peschiera seicentesca in stile barocco, un’edicola sempre del ‘600 e un piccolo tempio neoclassico di Luigi Cagnola. Giardini della Guastalla, Via Francesco Sforza.

 

I CHIOSTRI DI SAN BARNABA

Dopo la pausa relax, da Via Francesco Sforza, proseguite verso via San Barnaba dove qui vi aspetta una location unica nel suo genere. Chiostri, giardini rigogliosi, angoli senza tempo che vi lasciano senza fiato! Un tempo e precisamente nel 1400, i chiostri di San Barnaba ospitavano un convento.

Un antico convento nel cuore di Milano
I Chiostri di San Barnaba. Un tempo era un convento

Oggi è una location per eventi dove la sera potete concedervi un piacevole aperitivo circondanti dal verde e in un’atmosfera di tranquillità. Quando entrate, non vi sembrerà più di essere in città. Questo è infatti uno dei miei posti preferiti per fare l’aperitivo e per godere un po’ di pace davanti ad un buon calice di vino.

Chiostri di San Barnaba. Location per eventi
I Chiostri di San barnaba. Un posto speciale per organizzare eventi e per godersi un piacevole aperitivo

 

Location ideale per eventi esclusivi e speciali
I chiostri di San Barnaba. Location suggestiva nel cuore di Milano

Tuttavia non sempre è attivo il servizio, quindi prima di recarvi, vi consiglio di chiamare. Ogni anno inoltre, i chiostri di San Barnaba ospitano Arianteo, la rassegna di cinema all’aperto organizzata dal Comune di Milano. Costo aperitivo da €8 ai €12. Orario: 18.30-21.30. I Chiostri di San Barnaba, Via San Barnaba, 48, Tel. 02 546 6494.

Buona passseggiata!

Elena
Meet the author / Elena

Inguaribile curiosa ed entusiasta della vita, mi piace andare in giro a scovare chicche e curiosità negli angoli nascosti della città. Adoro le storie, i viaggi, sia mentali che reali, amo le lunghe camminate e lo sport all’aria aperta e mi stupisco davanti alle piccole cose della vita.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>