IERI ULTIMISSIMA TAPPA IN EXPO. ECCO LE MIE CONSIDERAZIONI

Ieri ultimissima tappa in #Expo2015. Ormai sta volgendo al termine. Purtroppo o per fortuna non saprei, ma sicuramente è stata una grande e importante esperienza soprattutto per noi italiani che abbiamo partecipato ad un evento irripetibile, per la città di Milano che è stata sotto i riflettori per sei mesi e per tutta l’Italia che ha avuto modo di mostrare le sue eccellenze e potenzialità. Per quanto mi riguarda è stata un’interessante opportunità per conoscere nuove realtà e culture che ignoravo o alle quali non prestavo grande attenzione, un’occasione inoltre per conoscere metodi alternativi per creare energia. Sicuramente ciò che rimarrà scalfito nella mia mente, sono le code kilometriche ai padiglioni, mai viste finora!

Dopo 6 tappe (sono partita da maggio) posso dire di essere soddisfatta. I padiglioni più belli? Tanti! Sicuramente quelli che mi hanno coinvolto di più e che hanno saputo rispondere meglio al tema di expo: la Corea in primis, oltre al design del padiglione sobrio e rappresentativo delle cultura coreana, ha centrato in modo incisivo il tema e ha mostrato la soluzione al problema delle risorse nel mondo in modo impeccabile in più coinvolgendo i visitatori con strumenti tecnologici e giochi di luci di grande impatto, anche il Kazakistan, tra i padiglioni più gettonati, mi ha particolarmente coinvolto sia per l’archittetura del padiglione che per i temi trattati. Qui Il coinvolgimento è stato massimo con il video 4d sul Kazakistan: un viaggio virtuale inquesta terra un’immersione a tanti, a me per prima, sconosciuta che nasconde paesaggi e natura mozzafiato. Number 1 per la aver regalato una vero expoexperience!! Mi sono piaciuti molto anche, Israele, con la suo giardino verticale davvero incredibile, originale e creativa la presentazione che immerge il visitatore in un viaggio nell’ingegneria agricola di questo Paese, il padiglione del Regno Unito che ha ricreato un “alveare di design” oltre a informare sugli studi che i ricercatori inglesi stanno facendo sui modi di comunicare delle api, davvero forte! E l’Austria? Amazing!! Davvero originale e azzeccatissima la rirproduzione di un bosco con tanto di microclima e suoni naturali. Anche il Quatar mi ha piacevolmente sorpreso sia per il desgin del padiglione, sia per l’organizzazione dell’esposizione sia per il tema, proponendo soluzioni innovative per la sicurezza dell’ambiente e per la gestione responsabile dell’acqua.

Molti I padiglioni “Spot” che pur avendo suscitato il mio interesse, sono stati per lo più degli spot promozionali che hanno quindi a mio parere risposto marginalmente al tema proposto dall’esposizione universale. Tra questi l’Angola che mi ha letteralmente stupito per la sua cultura al punto da farmi venire la voglia di prenotare una bel volo da quelle parti, la Colombia, Thailandia, Malesia che attraverso bellissimi video, hanno immerso il visitatore in un viaggio nella loro cultura. Il design della Malesia lo trovo poi davvero creativo e divertente. La Cina internamente un po’ deludente ma esternamente è un incanto.

E il padiglione Italia? Bellissimo il design esterno ma dentro non mi ha particolarmente colpito. Mi è piaciuto molto come sono state rappresentate le regioni di Italia attraverso le loro innovazioni nel campo di agricoltura, ingegneria e le suggestioni da esse fornite. La meraviglia delle meraviglie è il simbolo di Expo l’Albero della Vita, la struttura più fotografata di tutta l’esposizione, che, con i suoi spettacoli serali, ha regalato a molti tante emozioni!

Mi dispiace di non essere riuscita a visitare il Giappone (ieri c’erano 6 ore di coda, non tanto lo so, ma impensabile per me), Brasile, ed Emirati Arabi. Va bè dai, mi tocca allora prenotare un bel volo per queste mete. Sicuramente impiego meno tempo!

Elena
Meet the author / Elena

<p>Inguaribile curiosa ed entusiasta della vita, mi piace andare in giro a scovare chicche e curiosità negli angoli nascosti della città. Adoro le storie, i viaggi, sia mentali che reali, amo le lunghe camminate e lo sport all’aria aperta e mi stupisco davanti alle piccole cose della vita.</p>

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